Sabato 22 ottobre 2005
la sala 5x10 ospita una tappa degli

INCONTRI GARZONIANI 
dedicati alla figura dello straordinario poligrafo del '500 Tomaso Garzoni,
dal titolo
I rapporti tra la Serenissima e la Repubblica di San Marino.
incontro tenuto da
Maria Antonietta Bonelli
Nota per i suoi studi storici sulla Repubblica di San Marino, M.A. Bonelli presenta una gustosa conferenza, sui rapporti tra la potente Venezia dei secoli scorsi e la minuscola Repubblica di San Marino, che si presta al piacere di assaporare aneddoti, accadimenti, considerazioni che la storica sanmarinese Maria Antonietta Bonelli espone con la dovuta arguzia e ironia. Il fatto che lo straordinario poligrafo Tomaso Garzoni (Bagnacavallo1549-1589), inserisse ne L'Hospidale dei Pazzi incurabili (opera tradotta all'epoca in tutta Europa) proprio questi rapporti come indice di follia, significa che dovette fare non poco rumore, in Romagna e altrove, la confidenza che la Repubblica di San Marino si prendeva col Doge e il Senato di Venezia.

Una conferenza, sui rapporti tra la potente Venezia dei secoli scorsi e la minuscola Repubblica di San Marino, si presta al piacere di assaporare aneddoti, accadimenti, considerazioni che la storica sanmarinese Maria Antonietta Bonelli espone con la dovuta arguzia e ironia. Il fatto che lo straordinario poligrafo Thomaso Garzoni (Bagnacavallo1549-1589), inserisse ne L'Hospidale dei Pazzi incurabili (opera tradotta all'epoca in tutta Europa) proprio questi rapporti come indice di follia, significa che dovette fare non poco rumore, in Romagna e altrove, la confidenza che la Repubblica di San Marino si prendeva col Doge e il Senato di Venezia.

La conferenza si pone all'interno del progetto La cultura universale in ambito locale, Thomaso Garzoni da Bagnacavallo ; composto da   conferenze, incontri, mostre, presentazioni dei libri del bagnacavallese e, in fine, un documentario su collaborazione europea. Tutto è dovuto al fatto che Garzoni ebbe una fama straordinaria in Europa e opere come l'Hospidale La Piazza universale di tutte le profesioni del mondo, hanno attraversato la cultura europea degli ultimi quattro secoli ricomparendo oggi in edizioni di grande pregio. Il progetto, curato dall'associazione culturale VACA vari cervelli associati, sponsorizzato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Bagnacavallo, mira a far conoscere quanto e come fu grande l'influenza di uno scrittore "locale" in ambito europeo. Alla conferenza di Rimini seguirà, a Santo Stefano di Ravenna, nella sede all'associazione Istituto Friedrich Shurr, quella del titolare della cattedra di germanistica dell'Università di Trento, il professor Italo Michele Battafarano, per illustrare il peso e l'influenza del Garzoni nella cultura tedesca dei secoli XVII e XVIII. Tra gli altri anche Gianni Celati, un garzoniano convinto alla stregua di Umberto Eco, terrà un pubblico incontro a Bagnacavallo nei prossimi mesi.

Alla Sala 5x10 sono state esposte le tavole che Davide Reviati fece per la riedizione ravennate dell' Hospidale , del 1991. Tavole dense di significato per la carica documentativa sui mondi simbolici dell'epoca, eseguite con non comune perizia e maestria. Reviati è considerato, a tutt'oggi, uno dei creatori più efficaci del fumetto e dell'illustrazione in Romagna.

Correva l'anno 1585 e dai torchi della stamperia Somasco, in Venezia, usciva alla luce un ponderoso tomo di oltre 700 pagine, in quarto, titolato La Piazza universale di tutte le professioni del mondo ...   opera di Tomaso Garzoni da Bagnacavallo. Nessuno, nemmeno l'autore, un giovane dotto monaco dell'ordine Lateranense (l'élite culturale della Chiesa Cattolica all'epoca), poteva prevedere il successo editoriale di una simile ponderosa opera: 26 edizioni in Italia, 4 in Germania e altre nel resto d'Europa. Solo a Venezia se ne stamparano in pochi anni 90.000 copie, una cifra che oggi potrebbe essere l'equivalente di nove milioni di copie o anche di novanta, tanto è impossibile fare paragoni fra la penuria di denaro dell'epoca e l'opulenza di oggi. Nella Piazza , forse per la prima volta, si parla di un prodotto d'eccellenza della cucina riminese e lo si fa nel luogo più pertinente: il discorso XCIII intitolato De' cuochi e altri ministri simili ... dove nell'infilata dei grandi piatti Garzoni mette i casetti da Rimino che Paolo Cherchi, nella sua dotta illustrazione della Piazza riedita nel 1996, annota essere "formaggetti di cacio fresco". L'Europa intera si sarebbe chiesta di cosa si trattava e, visto che nei licei tedeschi La Piazza del Garzoni che è rimasto fra gli autori italiani da studiare sino all'ottocento, viene da chiedersi se l'amore degli stranieri per Rimini, fra i tanti e notevoli motivi artistici e di spiaggia, non abbia radici anche nella   cucina di cui favoleggia il Garzoni...