Davide Reviati Mostra – dal 04/05 al 16/06/2019


Reviati e Chickamauga

     Reviati a maggio, in Classense, con le tavole originali per Chickamauga di Ambrose Bierce.

     Saremo in parecchi. Immagino. È già successo diverse volte che alle mostre di Reviati ci fosse gente come per un concerto.

     È un privilegio riservato a pochi artisti quello di esporre e farsi amare con cose serissime, e i lavori di Davide Reviati lo sono spesso – questa volta ancor di più – : il buco nero della guerra, che di altro colore ha solo quello del sangue, riempito dalla “tenerezza” della lontananza di ciò che accade nella storia che abbiamo davanti agli occhi.

     Più un’immagine statica, una tavola illustrata, sbreccia, s’intrufola nei pensieri o tira a galla – dal vil vissuto – sentimenti, impressioni o anche solo domande, più si rischia di sparire nel gorgo che le tavole una dopo l’altra provocano.

     Non hai letto il testo? Basta la prima tavola con quell’esultanza spropositata, eccessiva, impossibile: pura immaginazione lo starsene a cavalluccio giocattolosi su un cavallo. (Non sarà che al solo agitar del cappello l’animalone prenderebbe la corsa?). Non importa a Reviati tradurti letteralmente il testo di Bierce, non lo farà in nessuna delle tavole a seguire. Tranne l’ultima. Perché l’ultima ti porta a casa e lì ci sta sempre la realtà, anche quando va in fumo.

     Si va alla domanda: come può una tavola illustrata, un fumetto, un quadro, dieci righe scritte, competere con miliardi d’immagini in movimento su tutte le piattaforme multimediali di questo mondo? Non lo so, ma è ciò che accade qui, ora, tra l’arrendevolezza al disegno di queste tavole e la mostruosità della guerra; tra il coinvolgimento dello sguardo, la percussione della danza macabra e la fine tragica, afona, improvvisa del gioco, dell’infanzia stessa. Del senso della vita tra visioni, sogno, illusioni e fuga finché la realtà precede il divenire appiattendo il tutto in fiamme e fumo di morte nelle domande: dove stanno ora gli animali del bosco che ingigantivano? i soldati che si trasformavano? la guerra-gioco? dove stanno adesso, che la mia casa e tutto ciò che amo si dissolve senza rimedio possibile, senza schermo del fantastico a proteggermi?

     Stanno nel gorgo che intravedo di sfuggita e che sto cercando di evitare?

     Cosa è stato iniettato, da Reviati, nel corpo terribile del racconto di Bierce? Quale lievitazione hanno portato la lontananza temporale, la diversissima formazione, l’immaginazione del fumettista?

      Reinventare la storia o, meglio, tradurla dalla scrittura al disegno sfogliandola su tutt’altro piano, armeggiando in ben diverso movimento di rimandi sensoriali, ha un: – Sì! a patto che ci dia qualcosa di diverso da ciò che travagliava lo scrittore. Non impreziosendo il libro, ricamandoci su ma  – rompendo gli indugi – trasformando la stessa materia: la palpabile drammaticità del racconto, in un viaggio nell’immaginario infantile. Reviati lavora in questo metamorfico modo: usa lo strumento che lo scrittore non può usare per darci il suo fanciullo nel bosco, negli incontri al suo interno. Il suo disegno – immagini, colore, segni – danno lo spessore collettivo delle celebrazioni della fantasia nella paura; dell’assolutamente tutto il mondo trasformantesi in altro da ciò che è. Quindi via di corsa, saltando sui sassi del ruscello, sino allo stop finale: quello di ogni infanzia che scopre il non ritorno dalla realtà.

    Davide ha fatto del racconto di Ambrose un viatico di senso per l’oggi; di un racconto importantissimo per la letteratura americana, un affresco straordinariamente originale.

    Questo potrebbe anche spiegare perché l’artista è così seguito (amato?). 

Else, con il genio dei suoi stampatori ci ha dato un libro prezioso; Goffredo Fofi, che l’aveva suggerito, conferma la sua capacità d’intuire quali grandi cose succedono in mondi intimi.

Walter Pretolani

Mostra Rabelais a Palazzo rasponi – dal 14/12/2019

MOSTRA

I libri mai mai visti della biblioteca immaginaria di Rabelais,

SABATO 14 DICEMBRE 2019, A PALAZZO RASPONI DELLE TESTE RAVENNA

SINO A DOMENICA 19 GENNAIO 2020.

La mostra dei manufatti è formata dalle 45 opere facenti parte del fondo La bibliothèque imaginaire de Rabelais e sono state realizzate da artisti che hanno partecipato alle prime edizioni di Libri mai mai visti, invitati a ri-costruire l’immaginaria biblioteca di S. Victor, inventata e descritta da Rabelais nel suo capolavoro Gargantua et Pantagruel (1532).

Opere quindi inventate dagli artisti dando libera interpretazione dei titoli stessi.

Libri Mai Mai Visti XXII edizione – 14/12/2019

Libri Mai Mai Visti

XXII Edizione

Inaugurazione 14 Dicembre 2019

Aperta sino al 19 Gennaio 2020

Palazzo Rasponi delle Teste

Piazza Kennedy, Ravenna

Note a margine della mostra concorso internazionale Libri mai mai visti

Libri mai mai visti è una festa dei sensi dove l’imprevisto è di casa: oscilla tra pensieri profondi e favole leggerissime; tecnologie ardue e piccoli meravigliosi capolavori d’artigianato antico: dal ricamo alla falegnameria, dalla ceramica al collage e infine sfocia nel grande mare delle arti visive: illustrazioni, fotografie, incisioni di superba maestria, patchwork che racchiudono aneliti e messaggi da mondi distanti ma non più “lontani”, assimilati in tutto per tutto nelle gioie e nelle speranze. Ecco, Libri mai mai visti è diventato uno specchio del mondo, dalla terra dove nasce sino a quella dove idealmente cresce.