Antonia H. Shackelford
Giardino per corrispondenza

Marseille (F), 2003
I Premio
Il libro della posta perduta
Giuria unanime e senza dubbio alcuno: succede raramente ma capita. Difficile però prestare parole a quest’opera: non gliene servono. La foto, a sua volta, non è di molto aiuto. Bisogna leggerlo per sondare l’arcano. Così si scopre che il ripetersi di un’irritante coincidenza può trasformarsi in opera sublime. Succede raramente ma capita.

Angelo Ibba
Passaporto

Genova, 2003
II Premio
Passaporto ad personam
È vietatissimo manomettere il passaporto… a meno che uno non lo faccia in questo modo, vale a dire: il visto per il paese X?
Eccolo, però arricchito di una delicata immagine ad acquerello dello stesso, sovente su francobollo, con tanto di timbro. L’autore è riuscito ad inventare una burocrazia creativa (dolce ossimoro) all’opera sul passaporto: esattamente l’opposto della futura tessera elettronica che conterrà ‘tutto’ di ciascuno di noi.

Liliana Lanzardo
Fuga di Pinocchio dal libro di Collodi

Torino, 2003
III Premio
Ancora Pinocchio…
Ce la stanno mettendo tutta per farcelo odiare: qualunque cosa bella o buona o dolce, se troppo insistita può dare la nausea. Cosciente di tutto ciò, l’autrice ha immaginato una fuga dal libro del burattino medesimo. Nella fuga, il poveretto, rimane quasi strangolato, forse non ce la farà. Ormai è vittima di una congiura internazionale che lo vuole come nostro inscindibile doppio: nella realtà o nel sogno, non ha importanza.

Valentina Primerano
Duecentosedicistorie

Firenze, 2003
Premio VACA
Storie? Ebbene sì: storie!
Tante, duecentosedici. Ecco una ‘bella’occasione per far soffrire quelli che vorrebbero vederle tutte e il tempo non gli basterà mai. Qual era la più bella? Si chiederanno sconsolati. Invece si può fare di meglio: non si toccano gli stregati tre cubi che formano il libro, ma si guardano le facce di chi li rigira e, quando si spazientiscono, si ride.

Heriz Gorini
Disegni

Faenza (RA), 2003
Premio Qualità ChicomIga•Cultura
A volte ritornano
I grandi a volte ritornano, Heriz è di questa ‘fatta’: torna e vince. Non ci resta che farlo duellare sul suo stesso terreno, per la gioia dei visitatori e di noi tutti. Per le note al libro abbiamo già detto nei concorsi precedenti. Allora è ripetitivo? Proprio no. È semplicemente inesauribile, come Picasso.

Valentina Russello
Zanofa

Milano, 2003
Premio Stupor Sensibile
Il dolore delle cose impossibili
L’opera percorre -nell’impaginazione come nelle tavole-, con sottile acume, una novella triste; muovendo la narrazione sin dalla sovracoperta (una camiciola che ne simula la nascita nella sua imbrattata ruvidezza) col disagio che l’anima.

Renato Mancini
Il cane da caccia e il suo uomo

Massalombarda (RA), 2003
Premio Arti e Mestieri
Uno x uno
Un’unica, sintetica, macchina da guerra: cane e cacciatore, colti in un attimo particolare. Qualcosa o qualcuno li ha sorpresi e spaventati: la reazione d’entrambi è grottesca. I due ci sono presentati nella duplice veste di forza armata e di ridicola impotenza. Seguono ammirazione e risate.

Sonia Laghi
Equi-libri

Forlì, 2003
Premio Genialità e simpatia
Cavalli parlanti
Un equi-libri-o realizzato avendo fede a ciò che le parole suggeriscono col sottile gioco della sciarada.
Portare le parole ad un fine ultimo, divertendosi a non dargli scampo, finisce, in questo caso, col dar vita ad un libro… geniale e simpatico.

Lorena Perani
Mario composto si scompone

Salò (BS), 2003
Premio Alvaro Becattini
Lavori essenziali
Ampiamente centrati alcuni tratti beccattiniani: fantasia, precisione esecutiva, ironia.
Il premio intitolato ad un ‘inventore di libri’ va ad un manufatto che Alvaro avrebbe soppesato a lungo, notando i pregi dell’opera e illustrandoli con convinzione a chi magari non ci aveva fatto caso.

Fabrizio Fabbri
Un passo un pensiero

Castenaso (BO), 2003
Segnalato
Riflessioni fatte con i piedi…
Dice così l’autore di queste suolette vivacemente animate di colori e di riflessioni, con godibile sintesi fra pensiero e illustrazione. Un lavoro fatto tenendo bene a mente quanto sia potente la leggerezza, il più segreto dei doni artistici.

Douce Lartigue
L’ombre du tricheur

Parigi (F), 2003
Segnalato
Un dono
Un lavoro monumentale, sostenuto da una forza di volontà che fa pensare d’avere la sua linfa nella gioia di donare, visto l’uso di figure sagomate, a rilievo, e la scrittura Braille. L’insieme colpisce per il candore.

Maria Elisa Leboroni, Donato Loscalzo
L’orto delle donne

Perugia, 2003
Segnalato
Piante in rima
Piante, fiori, agili rime. Queste xilografie domestiche paiono una cosa semplice semplice, al primo impatto. Poi l’occhio si fa più attento, comincia a concentrarsi e s’accorge che sono di mano espertissima le xilo, e così le perline e i lavori femminili che si danno il rimando, per meglio suggestionarci.

Elena Prette
Il mostro

Milano, 2003
Segnalato
Tsé!
“Te lo do io il mostro!” Sempre la stessa storia: bisogna smontare con cura luoghi comuni e certezze acquisite. Certo che se si fa con la singolare grazia con cui è fatto qui, cambia tutto. La si guarda e riguarda, l’opera, con attenzione e si prova tenerezza… per il mostro.

Coco Texedre
Les frittes

Seuilly (F), 2003
Segnalato
Irriducibile al senso
Ci servono poeti irrepetibili, costruttori immaginifici, vicini di casa amorevoli e a questo concorso servono anche opere d’indecifrabile lettura,“irriducibili” al senso, ma ben percepibili nella loro inesausta sete di dialogare col mondo. Ci pare qui d’essere nei paraggi di qualcosa del genere.

Alexandra Von Hellberg
Arca

Appiano (BZ), 2003
Segnalato
Bestie, angeli e sirene
In tre illustrazioni ecco un conto più riflessivo di quanti parteciparono all’infausto evento: umani che vivevano con (e come) bestie dentro l’Arca, angeli che volavano in un interessato andirivieni meteorologico e sirene che giocavano in tant’acqua, sotto la pesante imbarcazione.