
UMBERTO GIOVANNINI
TAROCCHI DI SIGISMONDO
ISPIRATI DAL SIGNORE DEI MALATESTA
Rimini, Galleria dell'immagine
3 - 24 aprile 2004
LA BELLEZZA DI RIMINI
Lo studio e l'opera attorno ai Tarocchi di Sigismondo, hanno impegnato Giovannini dal gennaio del 2001 alla primavera del 2003, per diverse ore al giorno e spesso anche di notte. Uno studio lungo su testi antichi e moderni e un lavoro d'incisione e sperimentazione che ha conosciuto pause di stanchezza e "smarrimento". Pur forte di un curriculum di tavole d'illustrazione per libri e di decine di ex libris, il compito affidatogli dall'editore Mirabella imponeva un ben diverso ordine di problemi e, necessariamente, un travaglio creativo ed esecutivo che di gran lunga si sarebbe rivelato il maggior sforzo affrontato sino ad oggi dal giovane artista. Il risultato è ora davanti agli occhi di chiunque voglia esaminarlo con attenzione e, soprattutto, trasporto. Intendendosi in questo senso il naturale movimento a percepire e penetrare ciò che simbolicamente ci è posto davanti.
Come bene da a intendere Giovanni Rimondini, nella presentazione, questi Tarocchi hanno un valore particolare per i Riminesi: essi sono la visione di qualcosa di assolutamente perduto di cui abbiamo però testimonianze e su queste l'artista ha agito fondendo iconografia, storia, visionarietà. Rimini ha conosciuto quasi tutto nell'ultimo secolo e, soprattutto, la messa a repentaglio della sua identità e della sua memoria storica. Umberto Giovannini ha operato proprio nel recupero di qualcosa che sta tra l'immaginato, il sogno e il desiderio che la bellezza non ci abbandoni mai: neanche quando il passare dei secoli atterra e atterrisce.
Penso che Riminesi e non, dovremmo essergli molto grati per averlo fatto, poiché così facendo - perduti nella policromia del Tarocco -, conosciamo per un attimo la dimensione alta e altra di ciò che ci circonda.
(W. Pretolani)



